Perché la politica è la politica e la fregna è la fregna. Inoltre qualsiasi polemica possa uscire da Sanremo è stata, quasi certamente, creata ad arte.
Ma a volte si assistono a ribaltamenti della realtà tanto peculiari da risultare interessanti per i fatti loro
Allora, facciamo una rapido riepilogo:
- Sul palco del festival di Sanremo c’è la solita passerella di ragazze/donne scollacciate che mostrano centimetri di pelle
- il ministro Fornero attacca la più scollacciata del gruppo, dicendo di sentirsi offesa come donna
- sui giornali parte la solita polemica del “quelle lì son tutte troie”.
A quel punto la politica si sente chiamata in causa e oggi Bersani dichiara:
è incredibile che cambiamento abbiamo avuto in pochi mesi in Italia: prima c’era un governo con stereotipi micidiali sulle donne e ora Fornero eccepisce se si dice la Fornero»
Quindi prima c’era un governo con stereotipi micidiali sulle donne. Ah-ah. Ora c’è un governo il cui ministro del lavoro spiega che se vai sul palco indossando una gonna con lo spacco sei una troia, un cattivo esempio e offendi le donne. Come se questo non fosse un cliché ma un’analisi fine della situazione.
Io avevo capito che Bersani era il leader del Partito Democratico, una forza progressista. L’ultima volta che avevo controllato non si parlava della lunghezza delle sottane, nello statuto del PD.
Bersani (ma anche gli altri leader dei partiti che sostengono il governo in Parlamento) dovrebbero magari chiedere alla Ministra del Lavoro (e non della Pubblica Virtù) cosa ne pensa delle loro proposte per migliorare il mercato del lavoro e se, finalmente, al governo hanno deciso una linea da seguire, invece di mettersi a blaterare cose sconclusionate sull’art 18 dello Statuto dei Lavoratori e a misurare centimetri di pelle scoperta.
Sì, be’, un attimo. Per quanto possa pure condividere il messaggio di fondo, “our governments are very much the same” un paio di balle. Altrimenti la Satrapi non vivrebbe a Parigi.
(Fonte: nocturnals-anonymous, via thediamondage)
Il nuovo mantra della crisi economica sembra essere diventato che “I greci se la sono cercata”. Vorrei capire come mai ogni rivolta in sarkazzistan è automaticamente un “el pueblo unido jamas serà vencido” anche quando è guidata da gente che vorrebbe scannare tutti gli avversari politici mentre se i greci si lamentano dei coglioni. Siamo già, se non ho perso il conto, alla terza manovra straordinaria per “salvarsi” e già dall’Europa gli si risponde che è un inizio.
Sarà forse che la strizza inizia a salire e in Italia si teme che dopo la Grecia verrà il nostro turno. Ma no, tranquilli: “L’Italia non è la Grecia”, titolano oggi alcuni giornali riportando, al solito, le dichiarazioni del Presidente Napolitano. Un po’ come dicevano meno di un anno fa, quando i conti greci erano sotto esame.
E a proposito di conti greci: oggi finalmente sulla prima pagina del Corriere qualcuno fa notare la doppiezza di Francia e Germania nel chiedere rigore al governo ellenico per poi ricattare il premier di turno, condizionando le concessioni di aiuti economici e il sostengo in sede europeo, all’aquisto di armamenti dai rispettivi paesi.
Somiglia un po’ ad aiutare qualcuno a sostenersi in piedi mettendogli le mani sulla schiena… e intanto, visto che la posizione è corretta, appoggiandogli qualcosa di grosso tra le natiche!
C’è una cosa particolare che mi colpisce della faccenda dell’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, accusato di aver sottratto 13 milioni al suo partito d’appartenenza, nel periodo dal 2008 al 2012 (escluso).
Poniamo caso, ma del tutto ipoteticamente, che voi riceviate uno stipendio di 1000 euro al mese, lo ritirate tutto in contanti, li mettiate nel portafoglio, e permettiate a un tesoriere di gestire i vostri soldi per voi.
Se questi volesse derubarvi e vi portasse via, poniamo, 5 - 10 euro alla settimana, difficilmente ve ne accorgereste. E’ quasi impossibile che ve ne accorgiate in tempi brevi. Sui 1000 euro mensili del vostro stipendio, e senza poter contare voi direttamente i soldi, forse non sentireste la mancanza di una cinquantina scarsa di euro ogni mese per lungo tempo. Certo, a fine anno vi mancherebbe una bella cifretta, ma dilazionando la cosa nel tempo, con piccole sottrazioni, si potrebbe nascondere il tutto a lungo. Diciamo fino al momento in cui una spesa imprevista non vi costringesse a rifare la contabilità e scoprire gli ammanchi.
Se, viceversa, il vostro tesoriere vi fregasse 50 euro alla settimana a fine mese ve ne avrebbe sottratti 200-250. Nel caso peggiore un quarto del vostro intero stipendio.
Lo notereste subito, non fosse altro perché vi ritrovereste in ristrettezze economiche entro poco tempo. Non poter contare su di un quarto del proprio reddito non è cosa da poco.
Ebbene, Lusi avrebbe sottratto tredici milioni in quattro anni. Sono, con una semplice media aritmetica, tre milioni e duecentocinquantamila euro all’anno. Stando ad alcune fonti, il Lusi, avrebbe dilazionato la cosa in novanta bonifici. Anche così la cosa non sarebbe meno grave: sempre facendo una media, vorrebbe dire che ogni bonifico pelava circa 150000 euro e, dividendoli equamente in quattro anni, significa che, di questi bonifici, ne partivano circa due al mese.
Ovviamente può aver organizzato le cose in maniera diversa, preso di più in determinati periodi e meno in altri, ma non è questo il punto.
Il fatto grave è: dalle casse del partito sono spariti più di tre milioni all’anno per quattro anni di seguito! E alla Margherita, ufficialmente, nessuno se n’è mai accorto perché il tutto è stato scoperto su segnalazione della Banca d’Italia!
Quindi i casi sono tre:
- Nella dirigenza della Margherita sono diventati tutti cretini;
- Lusi sta coprendo qualcuno o qualche magheggio all’interno del partito;
- oppure, per la Margherita, perdere ogni anno quei 3 milioni è l’equivalente, per noi comuni mortali, di vedersi sottrarre una decina di euro alla settimana. Una perdita tutto sommato contenuta e che, sul medio periodo, può anche risultare trascurabile.
Ricordiamolo, che nel caso della Margherita, come per tutti i partiti politici, i soldi di cui stiamo parlando arrivano dalle nostre tasche attraverso il meccanismo dei rimborsi elettorali.
Io credo che la terza ipotesi sia quella più probabile, e sia anche il caso peggiore. E’ evidente ancora una volta che girano troppi soldi e - qui viene il peggio - di questi soldi nessuno deve davvero rendere conto con dei bilanci controllati.
paneliquido:
Ascolti “nonno Mario”, faccia una cosa utile a sé, agli italiani e all’umanità che ancora riesce a ridere e inorridire: licenzi su due piedi il soggetto che è riuscito a mettere nel sito della presidenza del Consiglio, sotto lo stellone della Repubblica, una lettera in cui si sostiene che una bimba di due anni (povera innocente) la riconosce come “nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro”. Perché vede, gentile Signor presidente del Consiglio, senatore a vita e professor Mario Monti, esiste un limite al rincitrullimento, ma mettere in bocca queste cose a una bimba di quell’età, solennizzarle in una pubblicazione governativa, porta con sé un ridicolo potente, talché, nel breve volgere di poche ore, lei potrebbe divenire assai meno sobrio del suo predecessore. E non so se mi spiego.
Credo, voglio credere, e voglio chiarirlo in modo inequivocabile, che lei non c’entri nulla. Che certi zelanti leccapiedi uno se li trova sulla strada e neanche li riconosce. Sono sicuro, voglio esserlo, che lei non ha mai visto quella pagina vergognosa (questo è l’indirizzo:http://www.governo.it/GovernoInforma/dialogo/estratti.html, controlli e agisca in prima persona). Ma ciò non toglie che ora noi la stiamo informando e che lei è tenuto a provvedere subito, al volo, prima che si possa anche solo supporre un qualche suo compiacimento. Perché in un Paese civile quella roba non è consentita. E se non provvederà a tambur battente sarebbe autorizzato il sospetto circa il passo successivo: chiedere alla bambina di denunciare i genitori, ove non assolvano onestamente agli obblighi fiscali o commettano una quale che sia infrazione al codice del vivere in pace con la legge. A utilizzare quel sistema fu Pol Pot, in una sfortunata Cambogia. Confesso di non avere fatto una ricerca specifica, ma credo d’indovinare se affermo che neanche in quel disgraziato regime nessuno s’è mai spinto a immaginare che i bimbi da usare come spie potessero avere meno di tre anni.
Ci crederei solo se la piccola l’avesse chiamato Grossvater.
Ma leggendo quel link saltano fuori cose ancora più interessanti. Per esempio una riga di testo scritta in inglese:
“…I have been watching TV and because I love Italy I would like to offer some suggestions…
Credo sia quanto di più provinciale si potesse produrre. A meno che la lettera non sia firmata da un ministro di uno stato estero o un grande economista - persone, insomma, che almeno avrebbero i titoli per inoltrare suggerimenti al governo italiano - di fatto il governo sta dicendo: “Guardate! Qualcuno che parla inglese ci manda i suoi suggerimenti! Vuol dire che siamo bravi”! Invece di rispondere: “Caro il mio bel cazzone, il fatto che tu venga in vacanza in riviera e “ami l’Italia” non vuol dire che tu sappia governarla meglio di noi”.
(via falcemartello)
Si dice spesso che per fare politica con successo sia necessario essere dotati, almeno intimamente, di un certo cinismo e insensibilità. Quello che, appunto, viene solitamente definito come “avere pelo sullo stomaco”.
Per tenere un discorso in cui si accomunano, nemmeno troppo velatamente, coloro i quali criticano l’attuale impostazione dell’unione europea con i colpevoli della Shoah - ed essere pure capaci di “commuoversi”! - penso non sia sufficiente il pelo ma occorra avere sulla panza un intero gregge di pecore.
Si potrebbe comporre una canzone del genere sullo sciopero degli autotrasportatori, mettendo assieme le dichiarazioni dei vari esponenti politici. Quali? Boh, tanto mica parlo per forza di questo, e le dichiarazioni sono sempre le stesse:
- bisogna ripensare il trasporto su gomma
- i blocchi, le precettazioni
- i sindacati confederali che, tutto a un tratto, diventano agnellini. CGIL - FIOM inclusa che, dopo aver bloccato Genova circa un mesetto fa, ci fa sapere oggi che non è giusto causare disagi a chi lavora.
- il ministro dell’Interno che promette rigore “contro chi esagera”.
falcemartello:
Monti è stato in Libia, in tv dalla Annunziata e dalla Gruber, ma per andare al Giglio non ha avuto tempo?
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Ma perché nessun quotidiano si è stracciato le vesti come avrebbe fatto con qualsiasi altro Presidente del Consiglio?
Ma soprattutto, i politici che andavano “continuamente” in televisione non erano male?
Se la rivoltà dei forconi fosse avvenuta sei mesi fa sarebbe stata una cosa tipo “Il popolo siciliano si sveglia e dice basta alla Mafia, al malgoverno, etc, etc”.
Siccome avviene oggi, e la protesta appare come una critica contro il governo di San Mario da Berlino, patrono dei giornalisti, ecco che scopriamo (dopo che i media hanno ignorato la cosa per giorni) come ci siano dei mafiosi tra i manifestanti, come siano infiltrati dall’estrema destra fascista e come il loro alito non profumi di menta orzata.